Descrizione
Un thriller psicologico e filosofico che arriva dritto al punto, rivelando come il mondo ci consuma – e come a nostra volta possiamo consumarlo.
«Nel romanzo della sudcoreana Choi Jin-young si alternano le voci dei protagonisti, una ragazza e il compagno braccato dagli usurai: vicenda estrema dai risvolti mistici e metafisici.» – Marco Del Corona, La Lettura
È un pomeriggio come un altro quando una donna ritrova il compagno ucciso sul ciglio della strada. Il tempo si ferma: lei solleva il suo corpo da terra, lo riporta a casa tenendolo stretto a sé, disinfetta ogni centimetro di quella pelle – e, per iniziare, si siede. Mentre lui assiste al proprio funerale dall’esterno, le voci di entrambi – dei vivi e dei morti – lamentano una vita fatta di lavori logoranti, in una società che ingurgita tutti. Ma la donna non è più disposta a piegarsi davanti a niente: né alla legge, né a Dio, né al denaro. In un atto insieme di amore e ribellione, fa suo il corpo del compagno, seppellendolo nella propria carne affinché lui possa continuare a vivere. Crudo, furioso e di un’intimità spietata, “Fame” è il fenomeno letterario underground che ha sconvolto la Corea. Una condanna al capitalismo, un lutto per un amore perduto e una sfida ai limiti di ciò che un corpo può sopportare in nome della giustizia e della sopravvivenza.






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